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martedì 1 febbraio 2011

Le banche internazionali dichiarano guerra agli enti locali

(E.i.r.) - Lo scontro tra gli enti locali italiani e le banche internazionali sui contratti derivati sarà il banco di prova per vedere se il diritto costituzionale sarà in grado di tener testa al "post-Westfalico" diritto europeo, basato sul furto. Dopo che numerosi enti locali hanno fatto ricorso ai tribunali per ripudiare i fraudolenti contratti derivati, le banche si sono rivolte a Londra per proteggere i loro cosiddetti diritti.
J.P. Morgan Chase & Co., UBS e Bank of America sono tra le banche che hanno denunciato diverse amministrazioni comunali e le regioni Lazio, Toscana e Piemonte, al tribunale di Londra. I precedenti indicano che il giudice darà l'autorizzazione a procedere. Lo scorso maggio, Dexia Crediop e Depfa hanno ottenuto che si tenesse il processo contro la città di Pisa e lo scorso ottobre un giudice di Londra ha accettato la denuncia presentata da UBS contro un comune tedesco.
Da un punto di vista strettamente legale, le banche sono protette da clausole nei contratti stipulati, che indicano Londra come sede di giurisdizione esclusiva. Inoltre, la legge europea non permette ai tribunali di uno stato membro di intervenire nelle controversie aperte in un altro stato membro. Però esiste una legge superiore, che è quella costituzionale, che protegge il Bene Comune basandosi sul diritto naturale. Questa legge superiore condanna le pratiche basate sull'usura e sul gioco d'azzardo, che costituiscono la vera natura dei derivati. Perciò, sui derivati italiani si gioca una partita legale cruciale per il futuro dell'Europa.
L'intelligence italiana ha già suonato il campanello d'allarme sui 32 miliardi di derivati degli enti locali, classificando il problema come una minaccia alla sicurezza nazionale. (cfr. SAS 01/11).
Benché il caso italiano sia quello più rilevante in Europa, altri casi legali stanno emergendo nelle altre nazioni. In Germania, in un caso che potrebbe aprire la strada a numerosi altri ricorsi, la Caritas ha sporto denuncia contro Kommerzbank per frode. La banca aveva consigliato alla sede di Francoforte dell'ente umanitario di investire mezzo milione di euro in cartolarizzazioni ad alto rischio che contenevano mutui subprime americani, sostenendo che si trattasse di un investimento sicuro come un titolo di stato. La Caritas ha perso la metà dei soldi investiti.

domenica 9 gennaio 2011

Germania, Italia: i derivati minacciano la democrazia

(MoviSol) - La combinazione tra riduzione della tasse, aumento della spesa sociale, riduzione dei sussidi ai Comuni da parte dei 16 stati tedeschi, ed aumento del vecchio debito sta trascinando gli enti locali in Germania in una situazione altamente precaria. Lo afferma il DST (Deutscher Staedtetag, la consulta tedesca degli enti locali) in una conferenza stampa tenuta il 28 dicembre. Il nuovo deficit netto di tutte i Comuni in Germania ha subito un'impennata da 4,2 miliardi di Euro nel 2009 a 7,8 miliardi quest'anno, col risultato che il deficit totale accumulato è arrivato a quasi 15 miliardi e potrebbe raggiungere i 20 miliardi nel 2011.
Nello stato dell'Assia, dove il debito pro capite dei Comuni è aumentato di un terzo nei primi sei mesi del 2010, Karl Christian Schelzke, direttore dell'associazione degli enti locali dell'Assia, ha avvertito che questa drammatica erosione delle finanze pone una seria minaccia alla democrazia, visto che la democrazia si fonda sugli enti locali e sulla fiducia dei cittadini a livello locale. Se crollano gli enti locali, vengono sconvolti i fondamenti della democrazia nella repubblica, avverte Schelzke.
Un drammatico peggioramento della situazione della finanza locale è stato registrato anche in Italia, dove il portavoce di MoviSol Claudio Giudici ha denunciato la bancarotta degli enti locali, che non sono stati in grado di affrontare l'emergenza neve per mancanza di fondi. Le istituzioni dello stato stanno reagendo al pericolo. A Firenze 22 funzionari di banca sono stati messi sotto inchiesta per frode relativa ai contratti derivati che avevano venduto al Comune di Firenze, mentre a Roma l'amministrazione comunale ha citato in giudizio 11 banche per lo stesso motivo, esigendo un pagamento di 83 milioni. L'anno scorso a Milano alcune grosse banche sono state processate per frode sui derivati.
Il debito in derivati degli enti locali è così grande che l'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI) l'ha definito una "minaccia alla sicurezza nazionale". Il numero di fine anno della rivista dell'AISI Gnosis scrive: "La vulnerabilità della situazione attuale è elevata: improvvisi default da parte degli Enti locali sottoscrittori (causati da insolvenze o mancate consegne) potrebbero determinare effetti negativi (in termini di problemi di liquidità o creditizi) e comportamenti di panico a catena, gravemente pregiudizievoli per la stabilità della finanza pubblica non solo locale, ma anche nazionale. Il problema connesso ai derivati sottoscritti da Amministrazioni pubbliche è sì finanziario ma anche politico per la presenza di costi occulti che acuiscono le forti pressioni che la sostenibilità dei debiti pubblici nazionali sta subendo".